Feb 09
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Al via la esternalizzazione dei cimiteri

In questi mesi i Cobas sono entrati nel merito di tutti gli appalti per la gestione esternalizzata dei servizi e i cimiteri non fanno certo eccezione. A partire dal vecchio appalto, abbiamo ricordato all’Amministrazione Comunale che il controllo sui servizi parte dal rispetto dei capitolati, dal rispetto delle dotazioni organiche.
Ma in questi mesi (nonostante vari solelciti), l’Amministrazione Comunale si è sottratta al confronto sul vecchio e sul nuovo appalto cimiteriale, solo a inizio febbraio siamo riusciti ad incontrare l’Assessore Serfogli per esporre le nostre osservazioni, a gara già bandita e ormai prossimi alla aggiudicazione del nuovo appalto che riguarderà non solo via Pietrasantina ma tutti gli altri cimiteri (6) del Comune di Pisa.
Sottraendosi al confronto, Amministrazione e Funzionario dei servizi cimiteriali hanno costruito un nuovo capitolato di appalto dove sei cimiteri dovrebbero essere gestiti da 4 dipendenti (un numero assolutamente insufficiente se pensiamo che  per ogni cimtero dovrebbe esserci un operaio e considerato che al cimitero di via pietrasantina l’organico passato prevedeva 12 lavoratori, numero mai raggiunto in questi anni)
Chi avrebbe dovuto vigilaresul vecchio appalto l’ha fatto poco e male, preferendo invece accanirsi sui pochi lavoratori presenti.
Nell’incontro avuto con l’Assessore Serfogli, i Cobas hanno riassunto le loro richieste e ci auguriamo che si possa trovare, tra l’aggiudicazione della gara e l’inizio del nuovo appalto. tempo e modo per migliorare le condizioni di lavoro e il servizio stesso accogliendo le seguenti proposte:
1
la certezza della sostituzione del dipendente assente per olte 2 giorni
2 affidare ad altra ditta o cooperativa i lavori extra capitolato per evitare ulteriori carichi di lavoro
3 Assunzione di personale a tempo determinato nelle settimane di intenso lavoro(novembre, e quando , terminata l’estate, sono previste le inumazioni, nei periodi di ferie)

Chiediamo che in futuro il Comune eserciti un vero controllo di gestione, per appalti costruiti non sul risparmio ma sulla obiettiva valutazione dei carichi di lavoro e  sul rispetto degli organici, per assicurare un servizio di qualità alla cittadinanza e al contempo tutelare le condizioni di lavoro e retributive del personale (comunale ed esternalizzato)

Cobas Lavoro Privato Pisa

Feb 09
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Stop lavoro nero! Stop razzismo!
Per l’unità tra lavoratori italiani e migranti
!

Lavoro, casa, salute, istruzione: sono la base dei diritti di cittadinanza, ormai da decenni messi in discussione per le lavoratrici e i lavoratori italiani, calpestati da sempre per i lavoratori e le lavoratrici migranti.
Solo la lotta comune potrà affermarli, conquistarli, garantirli.
Ma per impedire che ci uniamo, i padroni, i loro partiti, il loro governo e i loro mezzi d’informazione infangano ogni giorno, con campagne razziste, gli immigrati: per farli apparire come esseri incivili, mostri, portatori di malattie contagiose, ladri di lavoro, di case, di servizi; per rinchiuderli in carcere o in quei lager detti Centri di Identificazione ed Espulsione.
Si organizzano ronde e squadracce fasciste per dar loro la caccia, per massacrarli di botte, per ucciderli: le vicende di Rosarno, in Calabria, sono solo la punta dell’iceberg della persecuzione razzista degli immigrati, là scatenata da quegli sfruttatori che sono i proprietari terrieri e dalla mafia che tutto controlla e tutto domina, col governo che sta a guardare, complice di quelle illegalità.
Razzismo per seminare odio contro di loro, per scatenare tra lavoratori italiani e loro la “guerra tra poveri”, per far dimenticare che abbiamo nemici comuni: padroni, governo, fascisti, tutti responsabili della miseria crescente, dei salari da fame, della disoccupazione, della precarietà delle nostre esistenze, cresciuta negli ultimi anni per tutti i lavoratori, italiani e migranti, mentre i profitti delle aziende non fanno altro che aumentare.
Basta coi tempi lunghi necessari per i rilasci dei permessi di soggiorno! Basta con la legge detta “pacchetto sicurezza”, che alimenta razzismo e intolleranza.
Anche a Pisa il Comune ha assunto decisioni inique, per gli extracomunitari e per tutta la popolazione (in particolare per i cittadini italiani in difficoltà economica), come l’ordinanza “antiborsoni” per impedire agli immigrati di esercitare il commercio ambulante, come la riduzione dei fondi per l’integrazione dei migranti, come i mancati investimenti per l’edilizia popolare o per il sostegno al reddito delle famiglie rimaste senza lavoro.
Lavoratori migranti e lavoratori italiani: siamo tutti nella stessa situazione.Per confrontarci e decidere iniziative a Pisa e provincia, utili a farci uscire da una situazione drammatica, partecipiamo e interveniamo all’

Assemblea di lavoratrici e lavoratori italiani e migranti.
Venerdì 12 febbraio 2010, alle ore 21.00
Sala della biblioteca comunale di Pisa.
(Interverranno lavoratori migranti e italiani di Lodi che hanno difeso il loro posto di lavoro, migranti delle comunità di Pisa e provincia, delegati e lavoratori italiani)

Feb 07
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Ancora morti sul lavoro in Toscana: ad Arezzo un lavoratore edile di 48 anni addetto alla manutenzione. Era il 2007 quando fu firmato il protocollo di intesa tra Regione, Asl, rappresentanti delle imprese e sindacali per prevenire gli incidenti nell’edilizia.
Eppure si continua a morire e molti degli infortuni non sono neppure denunciati.Il 58% degli infortuni mortali nel settore edile in Toscana si verificano per caduta dall’alto (lavoratori edili, antennisti e impiantisti). Nel settore dell’edilizia altissimo è il numero dei lavoratori migranti (regolari e irregolari) che lavorano a cottimo e così vengono violati molti principi di sicurezza. La sicurezza nel lavoro e dei lavoratori non può essere business degli enti bilaterali gestiti da associazioni padronali e Cgil Cisl Uil, ma una costante  e quotidiana opera di controllo, di informazione e di prevenzione. Non esiste fatalità negli incidenti sul lavoro quando si risparmia sulla sicurezza o si incrementano i ritmi produttivi, quando i dispositivi di protezione non sono presenti, quando mancano perfino i funzionari della asl addetti al controllo dei cantieri, quando si stravolge il testo unico sulla sicurezza per agevolare  i proprietari delle aziende .Non basta il cordoglio in una Italia dove stragi come quelle di Viareggio vedono procedimenti giudiziari aperti contro ignoti.  Sulla sicurezza non si scherza!

Confederazione Cobas

Feb 06
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 La rivolta di Rosarno ha drammaticamente portato alla ribalta i perversi ingranaggi dello sfruttamento dei migranti: brutali ricatti per imporre lavoro in nero, paghe miserrime e condizioni di lavoro bestiali, vessazioni e violenze da parte dei “caporali”, ricoveri fatiscenti totalmente privi di servizi igienici, luce ed acqua, nessuna assistenza sanitaria: e il tutto spesso sotto il tallone di ferro della criminalità organizzata.
Da trent’anni a questa parte migliaia e migliaia di immigrati si spostano nel Sud d’Italia seguendo il ritmo delle stagioni e delle colture, manodopera maschile a basso costo su cui si è retta l’agricoltura e buona parte dell’economia del Meridione.
E’ una realtà di cui tutte le autorità e le strutture istituzionali, a livello locale e nazionale, sono a conoscenza ma su cui nessuno ha mosso un dito, né i governi, passati di centrodestra o di centrosinistra, né le istituzioni politiche locali e nazionali, né gli organismi preposti al controllo.
Quanti padroni e padroncini sono stati puniti, hanno pagato per aver usato manodopera illegale, immigrata e non? Quanti per aver eluso elementari norme di sicurezza che hanno causato la morte di propri dipendenti?
Il Parlamento - adeguandosi alle campagne forcaiole della Lega e della destra più retriva che da vent’anni a questa parte hanno costruito le loro fortune politiche sulla paura e sull’odio rispetto ai migranti e agli “stranieri” - ha varato una legislazione sempre più restrittiva, a partire dalla Turco/Napolitano passando per la Bossi Fini e il recente pacchetto sicurezza, sino alle trovate xenofobe della ministra Gelmini, che vuole limitare la presenza dei bambini stranieri al 30 % in ogni classe.
E mentre Maroni continua a combattere i clandestini invece di combattere il lavoro nero, non si tiene in nessun conto che il nostro sistema economico ha assoluta necessità e reclama milioni di migranti, meglio se irregolari, perché ricattabili e adatti ad essere sfruttati al massimo, salvo poi espellerli dal corpo sociale ad ogni accenno di crisi e additarli come i responsabili del disagio e del degrado imperanti nelle nostre città. Di fronte a questo intollerabile stato delle cose, a noi spetta il compito di avviare una grande stagione di lotte che veda protagonisti i lavoratori/trici migranti a fianco dei lavoratori/trici stanziali contro il lavoro nero, per il rispetto dei diritti economici, politici e sociali di tutti/e, per l’affermazione della dignità di tutti/e, individuando terreni e interessi comuni.
La difesa di tutti gli migranti residenti nel nostro paese non è solo un dovere democratico e umanitario ma anche una necessità: il rispetto dei loro diritti è anche condizione per impedire che vengano usati per indebolire i diritti di tutti gli altri lavoratori/trici.
La Confederazione Cobas aderirà dunque alla giornata di lotta e protesta del Primo Marzo in varie forme, con assemblee sui luoghi di lavoro e nel territorio, iniziative di piazza, carovane dei diritti, sit-in di denuncia presso le sedi degli istituti preposti al rispetto dei diritti del lavoro. Nelle situazioni locali, cittadine o provinciali, ove vi sarà una specifica richiesta da parte di gruppi di migranti, i Cobas convocheranno anche scioperi del lavoro privato e pubblico.
In particolare nella scuola - ove nel lavoro educativo gli insegnanti Cobas sono sempre partiti dal principio dell’uguaglianza dei diritti, del riconoscimento delle culture, del diritto alla libertà di movimento delle persone, contro lo sfruttamento e il razzismo - renderemo concreto questo nostro sostegno intervenendo nel nostro lavoro, nella didattica. Il Primo marzo faremo una didattica alternativa sul tema dei migranti e presenteremo agli studenti espliciti percorsi di intercultura, di storia e critica del razzismo, di approfondimento della storia della colonizzazione e dello sfruttamento del lavoro migrante. Sottolineeremo gli elementi che possano rafforzare percorsi di riconoscimento dell’Altro come persona, come lavoratore e lavoratrice, come studente e studentessa dotati di eguali diritti. Dichiareremo pubblicamente la nostra scelta e renderemo in questo modo tangibile il nostro impegno al fianco e insieme ai migranti in lotta.
Per il Lavoro, Per i Diritti, Per l’Istruzione Nessuno E’ Straniero

Feb 06
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La Valdera Antifascista, che riunisce realtà, associazioni e collettivi, si sono presentati alle ore 11 nella saletta Carpi dove alle 15 era prevista una manifestazione di Fiamma Tricolore e dei nostalgici di Salò.

Gli antifascisti hanno pacificamente presidiato lo spazio chiedendo al Sindaco Millozzi di revocare l’utilizzo della sala comunale che ospita un cineclub gestito dall’Arci. Ma il Sindaco non ha accettato di incontrare la Valdera Democratica e Antifascista e ha inviato al suo posto un Assessore che ha confermato la volontà dell’Amministrazione di lasciare la sala pubblica alla iniziativa dei nostalgici fascisti. La nostra ferma opposizione ha costretto la Questura di Pisa a cercare una interlocuzione con il Sindaco che alla fine ha ricevuto una nostra delegazione in Comune . E’ impensabile che si attribuisca a un semplice disguido di qualche ufficio la concessione della sala ai fascisti, è impensabile che si possa dare una copertura religiosa a questi “signori” (a proposito della annunciata partecipazione di un cappellano militare ad una cerimonia in favore delle vittime delle foibe)”.

Abbiamo ottenuto la revoca della sala e la mobilitazione si è conclusa alle 17. con un partecipato presidio in Piazza Curtatone.

E’ inaccettabile che i fascisti trovino legittimità e spazio da parte della Giunta, spazi per operazioni di revisionismo storico che mirano a cancellare la Resistenza per affermare invece i valori e le pratiche di odio del fascismo con tutte le sue stragi commesse in Italia e in Europa.

Le foibe sono l’ennesimo pretesto per operare una riscrittura della storia volta a cancellare le responsabilità fasciste e italiane nel genocidio della popolazione nei Balcani: centinaia di migliaia di jugoslavi perirono per mano italiana nei campi di concentramento, presenti per altro sullo stesso territorio italiano. Molti degli scampati da questi campi si unirono poi alla Resistenza contribuendo alla liberazione del nostro paese dal nazifascismo

Ma con la scusa delle Foibe i fascisti si vogliono accreditare con le campagne xenofobe e razziste dei nostri giorni, con atti di violenza quotidiana.

Sia ben chiaro che noi non daremo, né ora né in futuro, alcuna legittimazione AI FASCISTI e e non offriremo spazio alcuno ad operazioni di natura fascista che si ripercuotono sui lavoratori, sui migranti, sulle giovani generazioni.

 

Comitato ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA VALDERA

Feb 05
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PRESIDIO ANTIFASCISTA \antirazzista

Sabato 6 febbraio avrà luogo a Pontedera una manifestazione in ricordo dei “morti delle Foibe” organizzata da Fiamma Tricolore e dall’Associazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana. Quest’associazione, da sempre portatrice di valori che non trovano spazio nella nostra Costituzione repubblicana, si era già mostrata nella nostra città con l’affissione, proprio in occasione della Giornata della Memoria, di lugubri manifesti dalla chiara connotazione neonazista.Quello che ancor più ci colpisce è l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale che - nonostante le condanne ufficiali mosse attraverso la stampa- non ha opposto nessuna obiezione alla concessione della sala comunale a quella stessa associazione per lo svolgimento dell’iniziativa.

Non possiamo permettere che Pontedera sia teatro di una manifestazione di nostalgici del ventennio fascista!

Chiediamo all’Amministrazione Comunale di negare l’uso dei locali pubblici a coloro che portano avanti ideali evidentemente anticostituzionali e antidemocratici. 

VIA I FASCISTI DA PONTEDERA!

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

PRESIDIO ANTIFASCISTA ore 1400

SABATO 6 FEBBRAIO PIAZZA CURTATONE E MONTANARA
Partito Rifondazione Comunista, COnfederazione COBAS valdera, Bella ciao, sinistra critica, circolo che guevara ponsacco, coordinamento antifascista e antirazzista

 

Feb 05
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Non vendiamo l’ex asilo di Ghezzano e trasformiamolo in un centro a disposizione del volontariato per la protezione civile di Pisa e provincia. In alternativa trasformiamolo in una ludoteca!

Molti si ricorderanno della occupazione da parte di famiglie Rom dell’ex asilo a Ghezzano. A detta degli Amministratori,i locali servivano al Comune e  a quel punto ne proponemmo un uso sociale. Ma la fretta dell’Amministrazione era dettata da ben altre mire, infatti al posto della ex scuola sorgeranno palazzine (edilizia residenziale) con un aumento del 20% dei metriquadri e una base di asta iniziale di 980.000 euro. Ad occuparsi della vendita sarà la Geste, che offrirà i suoi servigi per altre dismissioni comunali.
Al contrario, invece, riscontriamo l’assenza di  manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili comunali, ma di questo nè Geste nè la giunta se ne occupano.
Ci chiediamo a cosa serva la svendita di questo immobile, visto che altre costruzioni residenziali sono sorte e altre ancora sorgeranno nella zona. Ci domandiamo, perchè lasciare in stato di abbandono un edificio scolastico per il quale si sono spesi negli anni novanta tanti soldi dei contribuenti e che potrebbe essere utilizzati a fini sociali, magari per farne una scuola per la protezione civile di cui la nostra provincia sente particolare bisogno, un centro di addestramento e di coordinamento attraverso una intesa che coinvolga i comuni e la Provincia.
In alternativa, la scuola si presterebbe per una grande ludoteca che poi darebbe lavoro anche a qualche maestra\animatrice e farebbe di San Giuliano un centro all’avanguardia anche sul fronte della infanzia. Ghezzano è vicino a Pisanova e non mancherebbe certo l’utenza….
La scelta dell’Amministrazione Panattoni è la stessa intrapresa da alcuni anni a Pisa, un percorso di privatizzazioni e dismissioni, di piani urbanistici costruiti per la felicità dei grandi costruttori.
Chiediamo alla cittadinanza tutta di pronunciarsi perchè  l’immobile resti di proprietà comunale e sia adibito ad uso sociale, quello più gradito alla popolazione.

Cobas San Giuliano Terme

Feb 05
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In questi mesi abbiamo più volte denunciato intese sotterranee tra i regionali di Cgil Cisl e Uil e il Direttore ARDSU, intese che ingabbiano le istanze dei lavoratori delle 3 aziende e vanificano il ruolo dei delegati Rsu. Più volte i Cobas non hanno sottoscritto intese per contestare scelte e decisioni calate sulla nostra pelle. Dov’era la Cgil in questi mesi? Allineata con il Direttore e soprattutto con il Presidente della Regione.

Graduatorie concorsuali ancora aperte. La nostra proposta è che tutto il Sindacato si schieri per l’assunzione dalle graduatorie concorsuali ancora aperte in ciascuna azienda per sviluppare nuove assunzioni e incrementare le professionalità.
Siamo disposti a questa battaglia? Noi sì!

Scandalo Paradisa: chi pagherà per la causa perduta dall’ARDSU contro l’Inail per 650 mila euro? La Paradisa, costruita con i finanziamenti del Giubileo 2000, è stata affittata al ARDSU per 450 mila euro annui, Ardsu avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione ordinaria con la straordinaria affidata a Fincosit (immobiliare patner dell’Inail) ma tra i due è scoppiata una controversia poi finita in tribunale. Il risultato?

E’ stata spesa una cifra elevata per anni e oggi ci ritroviamo senza 500 posti letto a fronte di 20 mila richieste degli studenti e solo 1400 posti offerti. E’ forse questa la politica del Diritto allo studio? Noi pensiamo di no, si spendono male i soldi pubblici e si lede il diritto alla istruzione. Pretendiamo una commissione di inchiesta e che si accerti la verità

Informa Giovani: siamo i soli a denunciare lo strisciante ridimensionamento di questo ufficio, Cgil Cisl Uil non hanno niente da dire o da fare? Parrebbe proprio di no

La Cgil parla “a suocera perchè nuora intenda”, mossa da preoccupazioni che poco o niente hanno a che vedere con il potenziamento dei servizi,le assunzioni dei precari, il potenziamento degli alloggi e delle mense, si guarda invece alle posizioni organizzative (che già impegnano non poche risorse del nostro Fondo della produttività), alla salvaguardia dei ruoli di potere di qualche funzionario o dirigente loro iscritto (lo stesso discorso vale per Cisl e Uil)

Come se non bastasse si dimentica che l’azienda Unica Regionale è una decisione politica assunta in Regione e nei colloqui avuti dalla Maggioranza in Regione trasparì il sostanziale assenso alla fusione delle 3 aziende da parte di Cgil Cisl Uil.

In queste settimane riscontriamo carenze di organico in tutti i settori e la soluzione non può essere quella di erogare qualche voce del salario accessorio. Serve invece un piano delle assunzioni che potenzi non solo gli uffici e i profili elevati ma le figure esecutive (mensa, distribuzione, tecnici, addetti al front office), occorre una discussione reale sulla dotazione organica da poco presentata con il coinvolgimento del personale

Quindi perchè non ci occupiamo dei problemi concreti e apriamo una vertenza che tuteli lavoratrici\tori, precari\e, studenti? I cobas ci sono

COBAS Ardsu

Feb 05
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Mostra, volantinaggio e presenza in città. Oggi davanti al Comune si ritrovano le realtà che stanno costruendo la mobilitazione antirazzista in vista del 1 Marzo. Un appuntamento da non perdere per rompere il muro dei pregiudizi e dei luoghi comununi…..

Feb 05
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Finalmente anche i lavoratori saranno informati del proprio futuro. I sindacati Cgil, Cisl e Uil, infatti, dopo aver “bucato” la promessa dell’assemblea del 21 dicembre (probabilmente non c’erano buone notizie da dare a dispetto, invece, delle rassicurazioni date), hanno convocato un’assemblea per martedì 8 febbraio.Ci sembra ormai chiaro che in quest’assemblea non ci dovranno essere più margini di attesa  per alcune questioni diventati ormai urgenti:

  1. Ci sono ormai tutte le condizioni affinché la Mtm assuma almeno 200 lavoratori a tempo indeterminato, visto che il mercato del gas continua a tirare e il governo prevede incentivi anche per il 2011. Le nostre non sono supposizioni, visto che l’azienda ha incrementato ancora la produzione con nuove linee.

  2. In un contesto simile è intollerabile essere inquadrati al livello minimo dei metalmeccanici. Non si può continuare a incrementare linee e produzione senza prevedere un inquadramento consono al lavoro svolto.

  3. Per l’azienda è arrivato il momento di prevedere un ristoro dignitoso per le centinaia di lavoratori che ogni giorno contribuiscono al suo profitto.      Sono tre punti semplici che, tuttavia, sembrano diventare un ostacolo insormontabile. Questa azienda sta facendo profitti inimmaginabili ed è arrivato il momento di andarsi a prendere ciò che ci spetta.In questi due anni di attività a questa azienda è stato permesso di fare tutto quello che voleva, traendo profitto non solo dal risparmio sui costi, ma anche dal fatto che non avere dipendenti diretti o averne pochi aumenta artificiosamente il suo valore finanziario sul mercato.

 

Ora basta!

 

Per rispondere a molti operai che chiedono cosa è il Cobas, chiudiamo questo intervento con una breve spiegazione.Il Cobas è un sindacato di base, cioè è diretta espressione dal basso di quei lavoratori che all’interno di un’azienda decidono di creare un gruppo sindacalmente attivo e indipendente dai partiti, dal governo, dagli altri sindacati e dai padroni.Non ci sono burocrazie sindacali stipendiate, ma solo un esecutivo provinciale che si relaziona coi vari gruppi presenti nei vari posti di lavoro (gruppi che possono contribuire alla formazione e al funzionamento dell’esecutivo stesso, inviandovi a farne parte un loro rappresentante). L’esecutivo mette a disposizione dei lavoratori iscritti e non iscritti al Cobas un ufficio legale e la propria organizzazione e struttura per iniziative riguardanti le questioni lavorative..

Il Cobas, che dai padroni, dal governo e da Cgil, Cisl, Uil è stato tenuto fuori dai “tavoli” della contrattazione nazionale, è tuttavia presente in molte aziende del territorio con iscritti e con delegati RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) eletti direttamente dai lavoratori, dei quali sono i primi referenti sindacali, col diritto di siglare accordi e contratti aziendali.