Ancora morti sul lavoro in Toscana: ad Arezzo un lavoratore edile di 48 anni addetto alla manutenzione. Era il 2007 quando fu firmato il protocollo di intesa tra Regione, Asl, rappresentanti delle imprese e sindacali per prevenire gli incidenti nell’edilizia.
Eppure si continua a morire e molti degli infortuni non sono neppure denunciati.Il 58% degli infortuni mortali nel settore edile in Toscana si verificano per caduta dall’alto (lavoratori edili, antennisti e impiantisti). Nel settore dell’edilizia altissimo è il numero dei lavoratori migranti (regolari e irregolari) che lavorano a cottimo e così vengono violati molti principi di sicurezza. La sicurezza nel lavoro e dei lavoratori non può essere business degli enti bilaterali gestiti da associazioni padronali e Cgil Cisl Uil, ma una costante e quotidiana opera di controllo, di informazione e di prevenzione. Non esiste fatalità negli incidenti sul lavoro quando si risparmia sulla sicurezza o si incrementano i ritmi produttivi, quando i dispositivi di protezione non sono presenti, quando mancano perfino i funzionari della asl addetti al controllo dei cantieri, quando si stravolge il testo unico sulla sicurezza per agevolare i proprietari delle aziende .Non basta il cordoglio in una Italia dove stragi come quelle di Viareggio vedono procedimenti giudiziari aperti contro ignoti. Sulla sicurezza non si scherza!
Confederazione Cobas