Ma perché i consiglieri provinciali non si verbalizzano le riunioni delle loro commissioni? Potrebbe essere un esempio pratico per ridurre, almeno in parte, gli enormi costi della politica, dando al contempo un discreto esempio pratico.
L’Amministrazione Provinciale seguendo alla lettera le direttive di Brunetta, non solo vuole erogare la produttività solo su base quadrimestrale, ma rafforzare un sistema valutativo che oggi va rivisto in toto, perché introduce continue sperequazioni, assegna giudizi discrezionali che, lungi dall’incrementare la produttività di ogni singolo dipendente, creano invece disuguaglianze e inefficienze, oltre a divisioni interne che certo non aiutano la macchina amministrativa a funzionare meglio.
Qualcuno ci obietterà che senza valutazione non può essere per legge erogata la produttività, ma come negare che la valutazione praticata in questi anni non ha raggiunto gran parte degli obiettivi prefissati e alla fine ha avuto un effetto boomerang?
Lo stesso criterio discrezionale L’Amministrazione lo vuole usare nell’individuazione dei colleghi a cui assegnare i compensi per specifiche responsabilità e i colleghi a cui assegnare i compensi per particolari funzioni.
L’ Amministrazione Provinciale non vuole incrementare il buono pasto che ormai è il più basso di tutta la Toscana.
Insomma tasche cucite e politica concorrenziale e di divisione fra i lavoratori.
I Cobas della Provincia ribadiscono la volontà di distribuire nel modo più equo possibile
il salario accessorio ( e per equità intendiamo tutto il personale a prescindere dai livelli.)
In questa ottica, la proposta di quota da erogare al personale verbalizzante delle segreterie, proposto dalla rsu, ci sembra una cifra ragionevole, visto che su questi uffici si scaricano oneri e richieste in costante aumento. Riteniamo anche, del tutto legittimo che gruppi di lavoratori e lavoratrici rivendichino e avanzino richieste che ritengano più giuste.
Quello che riteniamo inaccettabile è che il consiglio provinciale approvi una mozione, attraverso la quale fa pressione sulla trattativa in corso, facendosi cosi di fatto paladino di richieste di singoli gruppi di lavoratori.
Come Cobas giudichiamo l’atteggiamento del consiglio provinciale una vera e propria intromissione nella contrattazione decentrata, sulla quale la parte politica non dovrebbe intromettersi .
Se il Consiglio Provinciale vuole occuparsi del salario e dei diritti del personale lo faccia con serietà e non perorando questa o quella causa che alla fine finisce con indebolire il nostro potere di contrattazione, a dividere e non a rafforzare le istanze dei lavoratori, anche quelli di un singolo settore.
Cobas Provincia di Pisa